L’autocoaching è un processo di autodefinizione in cui una persona applica a se stessa tecniche e strumenti di coaching per raggiungere obiettivi stabiliti. Significa diventare più consapevoli di ciò che si desidera realizzare, delle proprie forze, dei blocchi e delle aree da migliorare.
Prendere il controllo della propria vita attraverso l’autocoaching permette di aumentare la fiducia in se stessi e imparare a contare sulle proprie risorse per risolvere problemi e realizzare i propri desideri.
Praticare l’autocoaching non è una semplice conversazione con se stessi, ma una riflessione strutturata. Ecco le condizioni necessarie:
Assumersi la responsabilità: Riconoscere la necessità di cambiare.
Farsi domande sfidanti: Affrontare risposte oneste (es. “Cosa sto facendo per valorizzarmi?”).
Persistere: Il processo non funziona se praticato solo una volta all’anno.
Definire struttura e focus: Stabilire durata e tema delle sessioni. Riflettere su dieci problemi diversi contemporaneamente non è autocoaching, è una tortura.
Riconoscere i limiti: L’autocoaching non sostituisce un coach professionista, che funge da “cassa di risonanza”.
L’autocoaching ottimizza l’auto-osservazione, l’autocontrollo e l’apprendimento. Per sviluppare nuove competenze, è utile seguire un percorso in 6 fasi:
Obiettivo: Quali competenze devo sviluppare e perché? Quali sono i vantaggi?
Descrizione: Quali conoscenze, comportamenti e atteggiamenti indicano che la competenza è in uso?
Valutazione: Su una scala da 1 a 5, come valuto il mio attuale dominio di questa competenza?
Azioni Strategiche: Quali corsi, letture o formazioni possono aiutarmi?
Piano d’Azione: Stabilire scadenze e un cronoprogramma realistico.
Monitoraggio: Come sta cambiando il mio comportamento? Quali risultati sto ottenendo?
L’autocoaching è più efficace se comprendi come apprendi. Secondo il professor David Kolb, l’apprendimento avviene in un ciclo di quattro fasi:
Esperienza concreta (Sentire).
Osservazione riflessiva (Guardare/Osservare).
Concettualizzazione astratta (Pensare).
Esperienza attiva (Fare).
Le riflessioni generano concetti, i concetti producono azioni, e le azioni generano nuove esperienze.
Ognuno di noi ha un modo in cui risulta più facile apprendere. Kolb identifica quattro stili:
Caratteristiche: Vede le cose da diverse prospettive, è immaginativo ed emotivo.
Come apprende meglio: Attraverso il lavoro di gruppo e il feedback.
Caratteristiche: Preferisce approcci logici e concisi, valorizza idee e concetti.
Come apprende meglio: Conferenze, letture, seminari e tempo per analizzare.
Caratteristiche: Specialista nella risoluzione di problemi tecnici e applicazioni pragmatiche.
Come apprende meglio: Simulazioni e test di concetti in situazioni reali.
Caratteristiche: Si fida dell’intuizione, ama le nuove sfide e l’iniziativa.
Come apprende meglio: Stabilendo obiettivi e sperimentando attivamente.
Non ignorare gli altri stili, ma adatta l’autocoaching alle tue necessità:
Se hai difficoltà a studiare: Suddividi le informazioni in blocchi piccoli o alterna media diversi (video, podcast).
Se hai difficoltà ad agire: Inizia con piccole azioni pianificate per aumentare il controllo e l’autoefficacia.
È fondamentale integrare tutti questi elementi e praticare regolarmente. I risultati dipendono da te!